La comunità internazionale Rogazionista si è riunita, il 12 settembre 2026, in una giornata di grazia e commozione profonda per vivere l’Ordinazione presbiterale dei confratelli Padre Letterio Ciraolo e Padre Lwanzo Kasereka Sekeraviti. Un momento atteso, preparato nella preghiera e accompagnato dall’affetto di tutta la Famiglia Rogazionista, che ha visto i due giovani religiosi consegnare definitivamente la propria vita al Signore.
La Celebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Juarez Albino Destro, si è svolta in un clima di intensa partecipazione. L’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria hanno segnato l’ingresso dei due confratelli nel ministero sacerdotale: un gesto antico, capace di rivelare la forza silenziosa con cui Dio continua a chiamare e a inviare operai nella sua messe.
Nel momento dell’Ordinazione, la comunità ha percepito chiaramente che non si trattava soltanto di un rito, ma di una storia che si compiva: la storia di due vocazioni custodite, accompagnate, cresciute giorno dopo giorno. Le mani che si sono posate sul capo di Padre Letterio e Padre Lwanzo hanno portato con sé il peso dolce della responsabilità e la leggerezza della grazia.
Nei giorni successivi, i due neo‑sacerdoti hanno celebrato le loro prime Messe presso la Chiesa Parrocchiale di San Filippo Superiore e la Basilica di Sant’Antonio di Messina, secondo il programma stabilito. Ogni celebrazione è stata un piccolo approdo: volti amici, comunità in festa, parole che finalmente potevano essere pronunciate “da sacerdoti”, con quella particolare vibrazione che nasce quando la vocazione diventa servizio concreto.
La Famiglia Religiosa ha ringraziato il Signore per il dono di questi due nuovi presbiteri, riconoscendo in loro un segno di speranza e di futuro. Padre Letterio e Padre Lwanzo sono stati affidati alla preghiera di tutti, perché possano vivere il loro ministero con cuore ardente, fedeltà quotidiana e quella gioia discreta che appartiene ai sacerdoti secondo il Cuore di Cristo.
La loro Ordinazione rimarrà nella memoria della comunità come una luce che non si spegne: un invito a credere che Dio continua a chiamare, continua a costruire, continua a donare.